Azzurri e Viola, festa a Reggio Calabria (90-81)

Reggio Calabria, 10 gennaio 2016. Doveva essere una festa e festa è stata: del basket, della Viola, degli azzurri della Nazionale Master, della città di Reggio Calabria che ha applaudito con un pubblico meraviglioso i protagonisti della prima edizione dell’Old Star Game. La partita fra Nazionale Mater e Viola si è chiusa con la vittoria degli azzurri per 90-81, ma il risultato conta poco. Conta invece, e molto, il fatto che l’idea nata dal vulcanico organizzatore Ale Nava abbia avuto un successo superiore alle attese per una manifestazione che merita di essere ripetuta ogni anno in una diversa città in Italia. Non sarà facile trovare in altre città lo stesso entusiasmo di Reggio, ma è giusto e sacrosanto valorizzare la bella idea di Ale Nava a beneficio del basket Over 40, un movimento che è da anni in continua crescita, che miete successi in campo internazionale e che quando si esibisce in Italia incontra di regola una accoglienza calorosa. Alla partita, che celebrava anche i 50 anni della Viola, è presente Kim Hughes, un giocatore Usa che ha militato anche a Milano e a Roma ma che a Reggio ha lasciato il cuore. Al punto che ha deciso di trascorrere proprio nella città calabrese con la moglie qualche mese di vacanza del suo anno sabbatico, interrompendo così il suo lavoro di tecnico che lo ha portato nella NBA a ricoprire il ruolo di head coach dei Los Angeles Clippers e, in seguito, di assistant coach dei Portland Trail Blazers. La partita mantiene le promesse di buon basket della vigilia, anche se la Nazionale Master si presenta in formazione rimaneggiata per via di impedimenti e impegni che hanno costretto parecchi azzurri titolari a rinunciare alla trasferta reggina. Fra questi anche coach Alberto Bucci, che peraltro è stato sostituito degnamente da Peppe Ponzoni, l’uomo che rappresenta da anni con grande dedizione e autorità il movimento del basket “Over”. La Viola parte di slancio con gli ottimi Lamma e Giuliani, ma il 4-0 messo a segno è un fuoco di paglia. Gli azzurri reagiscono con decisione, mettendo in mostra la concretezza e la grinta di fuoco di Dalla Libera, che chiuderà la gara come MVP con una doppia doppia: 27 punti all’attivo e 13 rimbalzi. Longobardi e Riva, tiratori di razza, aggiungono le loro bombe e in breve il primo quarto di è chiuso con la Nazionale in vantaggio per 22-10. Nel secondo quarto la musica non cambia, anzi: ai tiri da fuori contro la zona reggina si aggiungono realizzazioni in contropiede (Longobardi, Brunamonti) e a un minuto dal riposo lungo il vantaggio azzurro supera i 30 punti, 51-19. La Nazionale a questo punto tira i remi in barca. Una vittoria con margine troppo largo rovinerebbe la festa, e saggiamente Ponzoni vuole rallentare il ritmo dei suoi. Tiene in panchina lo scatenato Dalla Libera, attenua il forcing della difesa – che è la caratteristica principale della Nazionale – e insomma permette ai reggini della Viola di rifiatare. Ne approfittano i reggini più in forma: Sconochini, Giuliani, Lamma e Famà. La Viola guadagna terreno, 76-53 alla fine del terzo quarto. Tanto basta per risvegliare il tifo del pubblico. Una tripla di Famà porta la Viola a ridurre il distacco sotto i 20 punti (76-58), dopo di che Lamma dà fuoco alle polveri con una serie impressionante di triple che lo porta a insidiare con 24 punti all’attivo il titolo di top scorer della serata di Dalla Libera. Gli azzurri, ben guidati da Brunamonti, Sbarra e Ambrosecchia, arginano le folate offensive reggine e la gara si chiude sul punteggio di 90-81. Tutti contenti, alla fine, con il pubblico che invade allegramente il parquet e sequestra i vari interpreti della serata (soprattutto i reggini) per una serie senza dine di foto e di selfie. Questi i tabellini delle squadre: NAZIONALE MASTER: Ambrosecchia 5, Sbarra 9, Longobardi 13, Bianchi 2, Tirel 3, Dalla Libera 27, Ponzoni, Grappasonni 14, Riva 5, Brunamonti 12. VIOLA REGGIO CALABRIA: Attruia 5, Santoro 3, Lamma 24, Avenia, Tolotti, Spangaro 6, Laganà 3, Li Vecchi, Giuliani 14, Sconochini 9, Famà 14, Porto 2, , Spataro, Brienza. Coach Tonino Zorzi, assistenti Gaetano Gebbia e Massimo Bianchi. ‘Duemilacinquecento palpiti per la Viola’, ha titolato il quotidiano Gazzetta del Sud, che ha dedicato una pagina all’ Old Star Game. Fra i 2.500 spettatori paganti c’era anche il giudice Giuseppe Viola – fratello gemello dello scomparso Piero Viola, che dà il nome alla società reggina che è tornato ad assistere a una partita al Palasport dopo un’assenza di 16 anni. L’incasso va in beneficenza alla associazione “Operation Smile” di Santo Versace: un altro merito – non piccolo – di questa prima edizione dell’Old Star Game.

Gli Over 50 di Bucci vincono col basket-champagne Montecatini Terme, 28 maggio 2016

La sfida fra Italia A e Italia B si è conclude con la vittoria della A di coach Bucci per 72-66. Ma soprattutto vince il basket in una partita stimolante e frizzante come una coppa di spumante in una serata di inizio estate. A limitare l’affluenza degli spettatori al PalaVinci ci sono due eventi in Tv di grande richiamo, la finale di Champions di calcio e di gara 3 di basket fra Avellino e Reggio Emilia; ma il pubblico che ha resistito alle sirene televisive è premiato da uno spettacolo superiore alle attese. Gioco fluido, fondamentali a regola d’arte, giochi a due veloci e concreti, assist e conclusioni strappa – applausi: il tutto corroborato da una spruzzata di pepe di rivalità tradizionale fra due formazioni che tengono alto il nome dell’Italia nelle competizioni internazionali del maxibasket. La febbre cestistica del sabato sera a Montecatini, in terra di intenditori, vive così una serata di basket vero e godibile, sul filo della nostalgia nel rivedere le zampate di campioni come Antonello Riva, di Mario Boni, di Alessandro Angeli, di Silvestrin, di Marco Solfrini. Vincono i Bucci Old Boys per due motivi soprattutto: perché superiori nel reparto dei lunghi con Carera, Gei Gei Capone e Dalla Libera, e perché giocano più di squadra. L’Italia B (come Bologna, cioè di estrazione bolognese), condotta in panchina da Simone Rocco di Torrepadula, vive in gran parte sulle prodezze di Alessandro Angeli, uno che in fatto di fiato, agilità e atletismo vale per cinque. Presente in ogni angolo del campo, Angeli risulta alla fine il top scorer della serata con 28 punti. Bravo, anzi, bravissimo, ma poi la sua squadra deve cedere alla logica del basket, che è gioco di squadra. Gli azzurroni di Bucci replicano con un gioco più corale, che ha la maggiore efficacia quando è stato servito in area Dalla Libera. Il quale ha una caratteristica che ne fa un giocatore d’oro: riesce a fare esattamente ciò di cui ha bisogno la sua squadra. Se c’è bisogno di prendere rimbalzi, lui li prende, se c’è bisogno di segnare, non si fa pregare, se c’è bisogno di difendere duro, è una roccia. E poi è fondamentalmente un gran lottatore. Giocando per la squadra Dalla Libera – che è stato in campo 15 minuti in meno rispetto ad Angeli – ha insaccato 25 punti; e avrebbe superato i 30 se non avesse avuto una serata storta dalla lunetta, con 7 liberi sbagliati. Il superlavoro di Angeli toglie spazio nell’Italia B a ottime individualità come Stama e Zonca. Nell’Italia A Riva, che comunque mette a segno punti pesanti nel finale rintuzzando il forcing avversario, paga la mancanza di allenamento, ma promette che per gli Europei di Novi Sad, alla fine di giugno, sarà a posto da par suo. Positivo l’esordio di Noli, che nei pochi minuti in cui è stato in campo è riuscito a limitare Angeli. I Bucci Old Boys dànno il meglio superando nettamente gli avversari negli assist, con i play Sbarra e Fastigi in bella evidenza e con Solfrini autore di magico passaggio all’indietro che ha smarcato Dalla Libera sotto canestro scatenando applausi. Un basket spumeggiante quello degli azzurri di Bucci, che hanno così festeggiato nel modo migliore e più adeguato l’ingresso del nuovo sponsor, l’azienda vinicola “La Versa” dell’Oltrepo’ Pavese. L’Italia B lamenta l’assenza di tre big come Dan Gay, Morandotti e Sbaragli, ma è anche vero che all’Italia A mancava pezzi da 90 come Claudio Capone, Bullara, Montecchi, Venturi e Bargna. Rammarico finale: con i giocatori Over 50 di Italia a e B, potrebbe essere allestita una Nazionale azzurra da sballo, praticamente senza avversari nelle competizioni internazionali. Ma anche nel basket domina in Italia il campanilismo, la mentalità che Machiavelli condannava perché privilegiava l’interesse “particulare”. E poi ci lamentiamo dei politici. Ecco per finire, formazioni e punteggi individuali. ITALIA A – ITALIA B 72-66 (20-20; 40-36; 56-50; 72-66) ITALIA A: Sbarra 8, Fastigi 9, Noli 2, Tamburrino 4, Tirel 4, Solfrini 4, Riva 10, E. Capone 1, Dalla Libera 25, Carera, Boni 5. Allenatore Alberto Bucci ITALIA B: Angeli 28, Gianni 4, Lella 1, Zonca 7, Tubertini, Silvestrin, Stava 14, Calcagnini 5, Devetag, Gherardi Allenatore: Simone Rocco di Torrepadula.

Azzurri Over 50, dolce vendetta sull’Ucraina (81-52) Novi Sad (Serbia)

Gli azzurri Over 50 domano l’Ucraina 81-62 e si vendicano così sul campo della sconfitta subita ai mondiali di un anno fa a Orlando. Vittoria perentoria, senza discussioni, voluta da una formazione in salute, entrata in gioco agli Europei con la faccia giusta. Abbiamo rivisto l’Italia forgiata dal grande coach Alberto Bucci, insomma, con caratteristiche che resistono dopo tanti anni e tante sfide in giro per il mondo: concentrazione, difesa intensa e dura, ricerca del gioco in velocità e in contropiede, fiducia reciproca fra tutti i componenti della squadra. Bucci, che non ha potuto affrontare la trasferta in Serbia, è sostituito in panchina dal pesarese Alessandro Azzarito, il quale ha recepito pienamente le direttive e il credo cestistico del suo più famoso predecessore sulla panchina azzurra. Vittoria dedicata a Bucci – Inevitabile e spontanea la dedica a coach Bucci della vittoria fatta da Azzarito, che interpreta così il desiderio di tutti gli azzurri. Era importante bloccare la fonte del gioco ucraino, cioè Volkov, ex Nba con buoni trascorsi anche in Italia, a Reggio Calabria, un lungo di 2 metri e 8, possente, in grado di giostrare in tutti i ruoli. Rispetto a un anno fa Volkov si è presentato con una dozzina di chili in meno e ben allenato. Contro gli azzurri sceglie di fare il regista, cosa che ai mondiali di un anno fa gli era riuscita bene. Ma rispetto a Orlando trova negli azzurri una difesa tosta e decisa a togliergli il più possibile libertà di manovra. Già in partenza Carera gli fa capire che non avrebbe avuto vita facile. Poi il trattamento senza complimenti è continuato da Venturi, che rende a Volkov otto centimetri, ma neanche un millimetro in fatto di grinta e di decisione. Sacripanti, new entry un azzurro, completa al meglio il trattamento. Tutti i guardiani di Volkov sono aiutati dai compagni quando è necessario. Risultato: ai giocatori ucraini mancano i rifornimenti del loro ispiratore, e raramente possono eseguire tiri facili. A questo aggiungiamo che tutta la difesa azzurra fa un buon lavoro, costringendo gli avversari a scelte affrettate. Più alti e più grossi degli azzurri, gli ucraini sono di solito buonissimi tiratori dal cerchio dei tre punti, ma stavolta contro la difesa dei nostri le loro percentuali calano di brutto. Velocità e contropiede degli uomini in maglia azzurra dànno il colpo di grazia alle speranze degli avversari. Dopo il riposo, concluso sul punteggio di 36-26 per l’Italia, l’Ucraina è travolta dalle folate di Esposito e Capone, imbeccati da Bullara e Sbarra e bersagliata, come se non bastasse, dalle bordate di Tirel, Noli, e degli stessi Esposito e Capone. Alla fine del terzo quarto punteggio di 63-26 e gara praticamente finita. Ma è bello vedere gli azzurri d’epoca non accontentarsi e mantenere una buona concentrazione anche nell’ultimo quarto, fino a chiudere la gara sul punteggio di 81-52. Buono il lavoro dei reparto dei lunghi, con Carera, Venturi, Solfrini, Sacripanti e Bargna ben rodati e pimpanti: ciò che fa ben sperare in vista dei prossimi ostacoli, il più grosso dei quali appare senza dubbio la Serbia, in cui sette dei dodici giocatori superano i due metri e sono atleti veri. I serbi, che già un anno fa ai mondiali di Orlando avevano schierato una buona squadra, vi hanno innestato tre campioni a cinque stelle, diciamo così: Stokovic, Milic e il lungo Stevanov, uno meglio dell’altro. Nella prima gara hanno sconfitto l’Italia Over 50 vicecampione mondiale in carica per 81-69. Insomma, è la Serbia – come non era difficile prevedere – la squadra da battere. Buon esordio da parte delle matricole Noli e Sacripanti, inseriti bene nel meccanismo ben oliato dei ‘. Al coach azzurro chiediamo quale è stata la cosa migliore di questa vittoria: “La vendetta ben riuscita sull’Ucraina – risponde, lui che da assistente di Bucci a Orlando era presente a quella sfortunata partita – soprattutto perché dà morale alla squadra”. E la cosa da migliorare?: “Vorrei vedere un più cinismo, opportunismo, quello che si chiama istinto del killer. Ma siamo solo all’inizio e questo progresso possiamo ben farlo”. Nella gara con l’Ucraina era assente Mario Boni, che dovrebbe arrivare presto, magari per la gara di contro la Georgia, che sulla carta non è proibitiva. Fra i georgiani il miglior giocatore ha un cognome ben noto in Italia, cioè Shermadini. Ovviamente non è lo Shermadini ammirato a Cantù, ma suo padre, a suo tempo nazionale georgiano. Bene anche le altre formazioni azzurre – La terza formazione Over 50 italiana sta marciando a punteggio pieno con due vittorie all’attivo (su Germania 48-34, e su Austria 56-47). Buono l’avvìo dell’Italia Over 45 contro la forte Serbia (60-53), un risultato che continua una tradizione lunghissima, visto la l’Italia Over 45 non perde una gara da ben otto anni. Ecco per finire il tabellino con le marcature degli azzurri: OVER 50 – ITALIA – UCRAINA 81-52 (20-13; 36-26; 63-36; 81-52) Capone 14; Sbarra 4; Noli 9; Solfrini 6; Esposito 21; Tirel 10; Bullara 8; Bargna 2; Ponzoni, Venturi 4; Carera 2; Sacripanti 1.

Dai Bucci Old Boys un bis frizzante, 91-73 alla Georgia Novi Sad (Serbia).

Gli Over 50 azzurri concedono il bis battendo la Georgia per 91-73 con una partita vivace e autorevole. Ora l’Italia passa alla fase successiva. Alla comitiva azzurra si è aggiunto Mario Boni, arrivato piuttosto stanco da Montecatini. La Georgia – guidata in panchina da Shermadini senior, papà del giocatore che ha militato a Cantù – non è fra le formazioni pronosticate per il podio, ma è tutt’altro che scadente. A differenza dai giocatori di molte squadre dell’Est europeo, non sono appesantiti da bevute di birra e vodka, non si portano a spasso pancioni inguardabili, ma sono asciutti e in buona forma atletica. Il loro limite è che hanno un passato da dilettanti, ma hanno buona mobilità, tenacia e grinta da vendere, come dimostrano di fronte ai nostri azzurroni. I quali partono subito in scioltezza, con Capone e Tirel in vena nel tiro da tre: 10 a 3 dopo 4 minuti. All’appuntamento col canestro non si fanno attendere Esposito e Bullara. In ritardo, con ogni giustificazione possibile, Mario Boni. Il quale, preceduto dalla fama del titolo di miglior giocatore d’Europa conquistato un anno fa, è sottoposto a una guardia particolare dai difensori georgiani. Il risultato è che Super Mario si è un po’innervosito, e ha finisce la gara dopo pochi minuti del secondo quarto, quando commette il quinto fallo. È questa la prima volta che Boni totalizza più falli che punti (solo 2). L’Italia, secondo le sue caratteristiche di base, cerca il gioco in velocità, e comunque, quando la difesa georgiana reagisce, ha la pazienza di costruire – e completare spesso con successo – le manovre preparate dalla coppia di coach Azzarito e Anzini. Nel secondo quarto gli azzurri perdono qualche pallone di troppo e permettono agli avversari di riavvicinarsi. Ma sono bravi a spegnere subito le velleità dei georgiani. Bisogna tenere conto poi del fatto che nei campionati di Maxibasket la seconda partita è quella più insidiosa, in cui si avverte maggiormente la stanchezza. In ogni caso i nostri raggiungono al riposo un vantaggio abbastanza tranquillizzante, 49-30. Via in contropiede – Nel terzo quarto la musica non è cambiata, se non per il fatto che gli azzurri infilano una bella serie di realizzazioni in contropiede soprattutto con Esposito, Solfrini, Tirel, a tutto vantaggio dello spettacolo. Basket di buona fattura, che dopo la gara ha richiamato i complimenti dell’allenatore avversario Shermadini. Un basket che è anche il frutto dei tanti anni in cui Bucci ha fatto assimilare il suo credo: semplicità e concretezza nobilitate da quella fantasia tutta italiana che è spesso una marcia più, e non solo nello sport dei canestri. I Bucci Old Boys onorando col loro basket frizzante, il nuovo sponsor La Versa. Più e meno – Quali sono state le cose migliori e quelle peggiori nella partita di nostri? Risponde Umberto Anzini, che da gentiluomo del Sud vuole ritagliare per sé il titolo dei Team Manager, ma che – forte di sette anni di collaborazione con Bucci – ha un buon bagaglio tecnico che condivide con coach Azzarito: “La cosa migliore è la buona produzione di punti: 91 non sono pochi se si pensa che, a partire dal secondo quarto, col risultato che era ormai sul binario giusto, è venuto a mancare qualche stimolo. Inoltre mi è piaciuta la freschezza atletica dei giocatori, a cominciare da Esposito e da Capone. La cosa peggiore? Abbiamo perso qualche palla di troppo, e vorremmo più concentrazione. Ma intanto va bene così, il primo passo avanti è stato fatto con la qualificazione alla fese successiva”. Ecco, infine, il tabellino con le marcature degli azzurri Italia B Over 50 – Georgia 91-73 (23-14; 49-30; 71-50- 91-73) Boni 2, Sbarra 3, Noli 9, Capone 14, Solfrini 4, Esposito 16, Tirel 19, Bullara 13, Bargna 2, Venturi 3, Carera 1, Sacripanti 4 Agli Over 50 di Bucci Old un derby da applausi, 70-68

Novi Sad, giugno 2016

Al termine di una battaglia esaltante, combattuta senza risparmio dalle due squadre in campo, gli azzurri Over 50 di Ponzoni la spuntano per 70-68 su quelli di estrazione bolognese, vicecampioni del mondo in carica. Tutte e due le formazioni onorano il basket italiano e sono da accomunare in un grande applauso. La tecnica è messa talora in secondo piano da un agonismo tirato al massimo e dall’inevitabile tensione propria di un derby, ma lo stesso agonismo è un vero spettacolo, con gli azzurri vicecampioni del mondo guidati in campo da uno straordinario Angeli a meritarsi un battimani supplementare per la difesa che esibiscono e che ha mette in seria difficoltà i ‘Bucci Old Boys’. Capone con 23 punti e Angeli con 32 meritano il titolo di MVP da dividersi equamente. A Capone va in più la soddisfazione di proseguire con la sua squadra la strada verso il podio, con un cammino non facile: domani devono affrontare un altro derby contro l’Italia C, di estrazione romana, e dovranno ancora immergersi nell’atmosfera acre delle sfide fra connazionali. Chi la spunterà dovrà poi affrontare in finale la Serbia, che in casa sua ha allestito uno squadrone, completo e agguerrito in ogni reparto. Applausi, dicevamo. Ci sono davvero. Di solito alle partite delle competizioni internazionale del maxibasket assistono pochi spettatori. Questa volta invece fermano in parecchi a gustarsi la sfida fra Italia A e Italia B: giocatori, giocatrici e allenatori di altre nazioni, tutti intenditori. Tutti decretato alla fine il loro gradimento con un lungo, nutrito, riconoscente applauso. L’Italia A diretta in panchina da Gambini scatta subito in avanti con un imperioso 8-0. Poi l’Italia B supera la tensione e, diciamolo pure, il timore derivante dalla sconfitta subìta un anno fa, e si porta in avanti 18-11, trascinata dalle bombe di Capone e Boni e dal mestiere di Venturi in area. Punti sul vivo Gianni, Angeli, Silvestrin e compagni si riavvicinano chiudendo il primo quarto sotto di due (22-20). Per il resto della partita il punteggio è sostanzialmente in equilibrio, con i ‘Bucci Old Boys’ che tentano l’allungo, ma che ogni volta vengono fermati dalla difesa spietata, al limite del fallo ma corretta, dell’Italia A; e da Angeli, naturalmente, che colpisce con bordate e tiri liberi; 36 a 30 il punteggio per l’Italia B al riposo. Nel terzo quarto si mettono in luce per l’Italia B Tirel, Boni Esposito, che dànno una mano a Capone, e per l’Italia A Morandotti, Calcagnini e Sbaragli. Terzo quarto chiuso 50-46 a favore dell’Italia B. Nell’ultimo quarto, con la tensione alle stelle, Capone e Esposito riportano avanti l’Italia B. Sul punteggi0 di 54-48 a loro favore i ‘Bucci Old Boys’ provano ad allungare, ma un fallo antisportivo su Morandotti, dà all’Italia A l’occasione di riportarsi sotto. A tre minuti dalla fine una bomba di Tirel dà il massimo vantaggio all’Italia B. Finita? Manco per idea, Angeli reagisce da campione, si carica sulle spalle i suoi e a forza di tiri liberi riduce lo svantaggio. Mancano secondi, l’Italia B è avanti di 5, coach Gambini chiama il time-out, e Angeli manda a bersaglio a fil di sirena il tiro da tre che fissa il punteggio finale, 70-68. Gragnuola di applausi per la lezione di basket regalata agli spettatori. A proposito di regali, con i suoi 23 punti Capone ne ha fatto uno per Mario Boni, che compie oggi 52 anni, e Riccardo Esposito, che ne ha compiuto 50 l’altro ieri. Omaggio graditissimo, ovviamente. Domani in semifinale altro derby con l’Italia C, che ha tanta voglia di fare sorprese e sgambetti. Ecco i suoi giocatori: Pierluigi Giordano e Umberto Acerbi (1-2), Claudio Brunetti (giocatore 3-4 e coach), Stefano Donato (2-3), Saverio Celenza e Claudio Viscardi (3-4), Alex Carusqo e Domenic Cefis (4-5), Roberto “Serpentone” Tortù (5) Ecco infine il tabellino con le marcature delle die Italia nel derby: ITALIA B (come Bucci)– ITALIA A 70-68 – (22-20; 36-33; 50-46; 70-68) Italia B: Boni 12, Sbarra 2, Noli 7, Capone 23, Solfrini, Esposito 8, Tirel 6, Bullara 5, Bargna, Venturi 6, Carera 2, Sacripanti – Coach Azzarito e Anzini Italia A: Morelli 4, Angeli 32, Gianni 8, Lella, Zonca 6, Tubertini, Silvestrin 4, Morandotti 3, Calcagnini 7, Sbaragli 4, Gherardi . Coach: Gambini Italia B Over 50, 2° derby vinto (65-42): è finale! Novi Sad (Serbia), 31 luglio 2016 – L’Italia B di Ponzoni e di coach Azzarito vince il secondo derby battendo l’Italia C per 65-42 e vola in finale dove si giocherà la medaglia d’oro con la fortissima Serbia, che è la favorita. Due derby in due giorni, due partite con emozioni e tensioni molto diverse. Molto teso e intenso quello di ieri con l’Italia A di coach Gambini, decisamente meno aspro e ansiogeno quello con l’Italia C di estrazione romana di coach Brunetti. Eppure l’agonismo non manca, soprattutto perché gli

azzurri dell’Italia C si spremono con dedizione ammirevole per rendere la vita dura ai Bucci Old Boys , più titolati: sia perché tutti hanno militato in serie A e taluno in nazionale, sia perché nel maxibasket hanno messo assieme una vera collezione di medaglie pregiate. Non è una scontata partita di allenamento. Gli azzurri di coach Azzarito devono impegnarsi contro la ferrea difesa avversaria che non molla mai. Mario Boni viene tenuto a riposo per una contrattura muscolare alla coscia destra ed è sostituito da Ponzoni, sempre pronto con tutti i suoi 58 anni sulle spalle a rendersi utile in campo. I Bucci Old Boys sono stati costantemente in vantaggio di una dozzina di punti per i tre quarti, senza decidersi ad assestare i colpi decisivi. Regolarmente i bravi Celenza, Caruso, Viscardi, Acerbi ricuciono gli strappi con canestri non di rado di buona fattura. L’Italia B va avanti imperturbabile, badando a eseguire gli schemi, ma senza spingere forte sull’acceleratore. Poi, nell’ultimo quarto, si sciolgono e colpiscono in contropiede, soprattutto con Capone, che in ogni partita sembra divertirsi come quando aveva 20 anni, e Esposito.

L’allungo finale è uno dei motivi di soddisfazione che Umberto Anzini fa rilevare: “C’erano da smaltire le tossine e la tensione accumulate nel derby di ieri, e questo spiega la scarsità di punteggio, ma le tossine erano soprattutto psicologiche. Dal punto di vista fisico i nostri hanno dato tanto, e lo dimostrano le 15 conclusioni in contropiede, con i fuochi d’artificio finali. E poi, e poi… anche se nessuno lo ammetterà, molti pensavano alla finale con la Serbia. Tirel si è confermato giocatore versatile e in forma, come del resto Carera. Bullara e Sbarra guidano la squadra in regìa badando, sì agli schemi, senza però perdere l’occasione di segnare. Venturi e Esposito, usciti un po’ malconci dal derby di ieri, sono stati tenuti più a lungo del solito in panchina, ma saranno più che pronti per la finale. Solfrini mantiene una vigorìa atletica sorprendente per i suoi 58 anni. Più che incoraggiante, infine, la partita dei due esordienti in azzurro Noli e Sacripanti”. Mezzogiorno di fuoco – La finale fra Italia B e Serbia è fissata per domenica a mezzogiorno e sarà visibile in streaming. Agli azzurri dell’Italia C, che fin qui avevao compiuto percorso netto, tutti i complimenti possibili. Sono venuti a Novi Sad per divertirsi e ora sono in finale per il terzo posto e, perché no? di tornare a casa con la medaglia di bronzo al collo. Ecco infine il tabellino con i punteggio dei protagonisti del secondo derby azzurro ITALIA B – ITALIA C 65-42 (21-12; 35-23; 49-34; 65-42) Italia B: Sbarra 7, Noli 8, Capone 15, Solfrini, Esposito 12, Tirel 11, Bullara 4, Bargna, Venturi 2, Carera 2, Ponzoni, Sacripanti 4. Coach: Azzarito con Anzini Italia C; Balsamà 4; Giordano, Tortù 2, Donato 6, Cefis 2, Celenza 12, Caruso 7, Acerbi 4, Viscardi 5. Coach Brunetti Gli Over 50 strappano l’oro ai serbi in casa loro Con una partita – capolavoro i Bucci Old Boys riescono a battere la Serbia in casa sua e a strappare ai rivali la medaglia d’oro che già questi si sentivano al collo. La sfida finale è ricca di emozioni forti, di drammi personali, di capovolgimenti di fronte, di colpi di scena, e perfino di colpi proibiti, quando il serbo Milicevic perde la testa e aggredisce il nostro Riccardo Esposito a calci. Poteva finire in rissa, evitata però per fortuna dagli altri giocatori delle due squadre che dimostrano autocontrollo esemplare e fair play. L’episodio fa comunque salire la tensione, già molto alta e aggiunge incertezza e thrilling in una gara che sembrava ideata da Hitchcock. L’Italia la spunta per un punto (66-65) dopo essere stata data per spacciata alla fine del primo quarto, chiuso sotto di 23 punti (10-33) e avere poi risalito la china stringendo i denti senza fino alla fine. Che cosa abbia appannato i nostri nel primo quarto è difficile da capire al momento. Timore, stress, stanchezza accumulata nel torneo non spiegano in modo convincente il rovescio iniziale. La difesa permette ai serbi di imperversare da fuori e gli azzurri Capone e Esposito, realizzatori da sempre prolifici, cominciano con un demoralizzante 0 su 8 in due. L’unico a tenere in qualche modo a galla la barca azzurra è Mario Boni, sia al tiro, sia in difesa (alla fine sarà il nostro miglior rimbalzista, con 7 palloni recuperati). Ma lì per lì c’è ben poco da sperare. La spiegazione del rendimento così scarso degli azzurri viene dopo la gara. Dopo pochi minuti di gioco Capone avverte un dolore muscolare alla coscia sinistra, che diventa sempre più forte. “Io avrei voluto

correre – ha detto dopo la partita – ma non ce la facevo. A un certo punto sono dovuto uscire”. Anche Boni e Sacripanti avevano guai fisici, il primo una contrattura muscolare, il secondo ginocchio in disordine. Nessuno dei due si è lamentato prima di entrare in campo, né ha fatto drammi, semplicemente hanno stretto i denti, e via. Così come Venturi, che si trascinava i postumi di una botta alla spalla. Conoscendo se stessi e il proprio fisico, hanno fatto leva sulla forza dell’agonismo, oltre che sul proprio orgoglio. Capone deve aspettare tutto il secondo quarto in panchina; poi il dolore si attenua, e rientra in campo, ritrovando subito la mira nel tiro da tre. Tutti gli acciaccati trovano nelle loro grandi riserve di grinta e nella capacità di fare sacrifici la forza di andare avanti e addirittura di migliorare le proprie condizioni. In questo modo il distacco dalla Serbia va progressivamente riducendosi: sei punti (29-35) alla fine del secondo quarto, in cui Boni trascina la squadra prima di uscire a riposarsi per il riacutizzarsi del dolore muscolare alla coscia. Tre punti (46-49) di distacco alla dine del terzo quarto, con Capone, Esposito, Bullara e Sacripanti a fare bottino. La svolta della gara all’inizio dell’ultimo quarto, quando la nostra panchina ordina la difesa a zona 3-2. I serbi faticano ad adeguarsi alla nostra zona, i nostri recuperano palloni preziosi e Capone si scatena nel tiro da tre, da due, in entrata, dando inizio a un break di 14-0. Partita ribaltata. In vantaggio di 60-49 a sei minuti dalla fine, gli azzurro

subiscono però la reazione dei serbi, che si portano sul 56-61 a 3 minuti dalla fine. A questo punto il fattaccio accennato all’inizio. Esposito subisce un fallo duro da Milicevic e protesta con lui. Il serbo, che ha giocato a Napoli e parla bene l’Italiano, perde la testa. Mentre Esposito è a terra gli tira una pallonata sulla schiena, poi lo prende letteralmente a calci. Tutti i giocatori si precipitano accanto ai due e i serbi provvedono a neutralizzare Milicevic. Certo, Le proteste di Esposito devono essere state pungenti, dato che non è uno che le manda a dire, ma nulla giustifica la reazione violenta di Milicevic La reazione serba non si ferma, 65-63 a un minuto dalla fine. A 42” dalla fine il punteggio è di 66-65. La difesa azzurra resiste, ed è il trionfo. Dopo la gara, dopo i festeggiamenti innaffiati con lo spumante del nuovi sponsor, gli italiani riprendono la via di casa. Boni, Capone e Sacripanti zoppicano. Esposito ha il ghiaccio sul polso per una sospetta frattura rimediata per un calcio. Ma sono strafelici. Ecco infine il tabellino degli azzurri: ITALIA-SERBIA 66-65 (10-23; 29-35, 46-49, 66-65) Boni 15, Sbarra 3, Noli, Capone 14 (4 su 6 da 3); Soilfrini, Esposito, Tirel 3, Bullara 5, Bargna, Venturi 6, Carera 2, Sacripanti 5. Coach Azzarito con Anzini.

Ennesimo oro per la nazionale Over 40….

La nazionale azzurra Over 45, campione mondiale in carica, conquista l’ennesimo titolo europeo vincendo la finale con la Slovenia per 71-62 e confermando così una superiorità che dura da ben otto anni, nei quali non hanno mai perso una partita nelle competizioni del maxibasket. La Slovenia, squadra ben attrezzata. è stata un’avversaria tosta, ma i nostri hanno saputo condurre il gioco con autorità e tenacia. Quella contro la Slovenia non è stata la partita più difficile. L’avversaria più pericolosa è stata la formazione del Montenegro, superata dai nostri in semifinale dopo una gara assai combattuta. Questi azzurri sono il fiore all’occhiello dell’Italia del basket Over. Hanno cambiato diversi allenatori e sponsor, e il risultato è stato una spettacolare collezione di titoli europei e mondiali. Dal 2008 non perdono una sola partita. Tutto questo dà una grossa responsabilità a Luca Allegrini, che è il patron della squadra – oltre che giocatore – e a coach Andrea Nobili. Formazione: Francesco Donati, Angelo Antonucci, Sylvester Gray, Pino Corvo, Gigi Delli Carri, Gianluca De Ambrosi, Massimo Zeppa, Luca Allegrini, Danilo Del Cadia, Gei Gei Capone, Steve Carney. … e quella Over 40 la medaglia d’argento L’Italia Over 40, allestita e allenata da coach Ritacca, ha conquistato la medaglia d’argento. In finale è stata superata dalla forte Serbia B per 83-71. Gli italiani hanno dato tutto in campo, si sono impegnati allo spasimo, ma alla fine hanno dovuto piegarsi contro la squadra di casa. Questa la formazione Over 40 che ha conquistato l’argento: Maurizio Giusti, Gabriele Ruini, Max Colendi, Marco Rorato, Alberto Carati, Manuel Stignani, Mirk Calanchi, Andrea Sciarabba, Cristiano Grappasonni, Roberto Tortolini, Fausto Bernardelli, Tommaso Giannini. Allenatore Vincenzo Ritacca. Piove oro su Ponzoni re del maxibasket Il movimento Over 40 si allarga sempre più. Bilancio esaltante agli Europei di Novi Sad con medaglie d’oro per gli azzurri Over 50 e 45, e d’argento per gli Over 40 Passano gli anni e Peppe Ponzoni non finisce mai di stupire. Anche quest’anno è tornato dagli Europei di Maxibasket con al collo un’altra medaglia d’oro continentale, nella categoria Over 50. Ma sono da considerare un po’ sue anche l’oro della categoria Over 45 e l’argento di quella Over 40. I suoi azzurroni Over 50 hanno vinto il titolo continentale a Novi Sad, battendo i padroni di casa della Serbia per 66- 65. In panchina non c’era coach Alberto Bucci, artefice di tantissimi successi. Bucci è stato sostituito dal pesarese Alessandro Azzarito, e il risultato è stato un altro titolo nel ricco palmares dell’Italia. Ma Ponzoni, che è la massima autorità in Italia della Federazione Internazionale Maxibasket, può essere soddisfatto anche per il bilancio delle squadre italiane in campo a Novi Sad. Bilancio entusiasmante, dunque, a dimostrazione che quanto Ponzoni ha seminato negli scorsi anni ha dato buonissimi frutti. Tutte le squadre che ogni anno nascono spontaneamente nella Penisola sono infatti il segno del successo del movimento ‘Master’ o ‘Over’, in cui sempre più numerosi sono gli ultraquarantenni affascinati dall’idea di rimettersi in gioco e di partecipare alle competizioni del maxibasket L’Italia fa così un altro passo avanti nel ranking mondiale del maxibasket, sia per la qualità del suo basket, sia per i successi che raccoglie nelle categorie più affollate e più difficili, Over 40, 45 e 50. E forse il meglio è ancora da venire, visto che il prossimo anno i mondiali si svolgeranno in Italia, a Montecatini, dove è probabile che le medaglie pregiate fioccheranno ancor più numerose anche in categorie nelle quali finora non ha partecipato alcuna squadra italiana, dalla Over 55 – cui lo stesso Ponzoni appartiene alla Over 60 e ancora più su,. Magari fino alla Over 70 o 75, perché no?